di Roberto Menia

Un Paese stanco e depresso. I cocci del Conte bis si abbattono su un qualcosa che non è più politica

No, questa volta non è una semplice manifestazione di piazza. Il corteo inscenato in queste ore da Fratelli d’Italia contro la nascita del governo Conte bis non è semplice opposizione, ma punta a creare la narrazione di qualcos’altro.

E’indignazione vera contro chi impedisce un diritto stabilito dalla Costituzione.

E’preoccupazione per via dei poteri forti che incidono su decisioni e strategie di un Paese sovrano.

E’ sconforto dinanzi a un trasformismo talmente marcato e imbarazzante da far rabbrividire un maestro del tema come Depretis.

E’ vergogna per un modo di intendere la politica e la corsa alle poltrone come neanche nei regimi sudamericani si fa.

E’ imbarazzo per la scelta di chi dovrà guidare la Farnesina in un momento delicatissimo, con mille dossier aperti e ancora irrisolti, come Libia, Venezuela, Iran e la questione purtroppo sempre meno centrale degli italiani all’estero.

E’ freddo gelido pensando a come sarà dura la manovra d’autunno, che inciderà come una mannaia su famiglie e imprese.

E’ angoscia per la nascita di uno degli esecutivi più a sinistra del recente passato, con punte ideologiche come su sanità e giustizia che faranno molti danni al Paese.

Per questo siamo scesi in piazza: per dire no ad Conte bis, i cui cocci si abbattono su un qualcosa che non è più politica.

 

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