Il Movimento Nazionale per la Sovranità ha lanciato nel Congresso di Fondazione del 18-19 Febbraio 2017 il progetto politico di un “Sud sovranista”, come motore per la crescita dell’intero Paese e per un’Italia finalmente unita sul piano sociale ed economico. Come strumento organizzativo di questo progetto è stato previsto nello Statuto del Movimento il Dipartimento per le politiche del Centro-Sud.

La crisi economica e finanziaria, politiche per il lavoro inefficaci e basate solo sugli incentivi fiscali, nonché la demolizione dei diritti dei lavoratori provocata dal Jobs Act, hanno determinato un quadro occupazionale stagnante in tutta Italia, dove il tasso di disoccupazione si è assestato al 12%, percentuale che raggiunge il doppio nel Mezzogiorno.

La percentuale della disoccupazione tra i giovani dai 15 ai 24 anni nel Sud sfonda il tetto del 50%, determinando l’allarme sociale di un territorio che,  pur essendo molto giovane, non ha futuro e torna a vivere la piaga dell’emigrazione.

Alla disoccupazione giovanile si unisce anche la disoccupazione degli over 50, una platea di lavoratori rimasti disoccupati a seguito della crisi e che è aumentata del 225% costituendo una ulteriore emergenza sociale.

Nel Sud la disoccupazione è legata non solo alla crisi, che ha determinato la desertificazione industriale, ma a storiche carenze infrastrutturali, a condizioni negative che impediscono nuovi investimenti e la nascita di nuove imprese e all’assenza di efficaci politiche attive per il lavoro.

I recenti dati Istat evidenziano una lieve riduzione della disoccupazione all’11,5% alla quale non corrisponde, però, l’incremento occupazionale, e ciò evidenzia il dramma sociale della crescita dei cosiddetti “inattivi”, disoccupati che si sono rassegnati all’assenza di lavoro e non lo cercano più.

Il progetto di sviluppo per il Sud messo in campo dagli ultimi Governiè sostanzialmente vecchio, non risponde alle esigenze immediate e future del Sud e non dà immediate risposte ai drammi della povertà e della disoccupazione.  A fronte della disponibilità di 96 miliardi, tra Fondi Europei e Nazionali, l’unica iniziativa intrapresa dall’Esecutivo è la sottoscrizione, alcuni mesi fa,dei Patti per le Regioni e per le Città Metropolitane, che ripropongono appunto una logica vecchia e fallimentare.

A fronte di questa situazione il Progetto del “Sud Sovranista” si nuove su 3 direttrici:

  1. COSTITUZIONE DELLA MACROREGIONE MERIDIONALE
  2. PATTO STRAORDINARIO PER LO SVILUPPO E IL LAVORO
  3. BATTAGLIA PER LA LEGALITÀ E LOTTA CONTRO L’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA.

 

  1. COSTITUZIONE DELLA MACROREGIONE MERIDIONALE

Proponiamo la costituzione della Macroregione meridionale per dare maggiore forza e sostanza al progetto politico per il Sud, slancio allo sviluppo e al lavoro, attraverso una strategia di sviluppo coordinata per i diversi territori e la messa a sistema dei fondi nazionali ed europei dell’ Obiettivo 1 e 2 per dare vita a grandi opere infrastrutturali.

La Macroregione meridionale può garantire maggiore qualità e celerità della spesa attraverso quelle necessarie opere interregionali che, oggi, stando alle normative europee, non sono realizzabili se non con fondi nazionali, vanificando molte delle risorse dei 96 miliardi disponibili e da spendere entro il 2023.

La funzione principale della Macroregione meridionale è quella di elaborare e attuare un modello di sviluppo autonomo, anche raccogliendo la sfida del federalismo fiscale, per dare forza e sostanza a un Sud protagonista e positivo che respinge l’assistenzialismo e chiede lavoro vero e opportunità al pari dei territori del Nord.

La Macroregione meridionale è tesa a rafforzare l’identità e ricostruire  i percorsi storici e culturali dei popoli meridionali, anche come polo culturale attrattivo per il  turismo internazionale.

Consapevoli dei tempi occorrenti per la riforma costituzionale al fine di costituire la Macroregione meridionale e coscienti che la povertà e la disoccupazione richiedono risposte immediate, si propone l’immediata costituzione di un Coordinamento delle Regioni del Sud, con i relativi tavoli tecnici e settoriali, per formulare piani di investimenti per uno sviluppo reale, concreto e veloce, per dare vita ad opere infrastrutturali interregionali, indispensabili per avvicinare il Sud alle regioni europee.

È evidente che la progressiva costituzione della Macroregione deve essere compensata territorialmente dalla ricostruzione – dopo il fallimento della riforma costituzionale abrogativa voluta dal Governo Renzi – delle Province, come strumento amministrativo intermedio tra Comuni e Regioni.

Gli strumenti della Macroregione meridionale (e, provvisoriamente, del Coordinamento delle Regioni del Sud) devono essere:

  • La Banca del Sud, intesa come una banca di sviluppo in grado di garantire non solo il supporto finanziario a tutti gli investimenti strategici, ma anche l’accesso al credito per le imprese e le famiglie meridionali, compensando la fuga degli istituti di credito dalle Regioni del Sud.
  • La semplificazione delle procedure di spesa dei fondi europei e l’attuazione della fiscalità di vantaggio per le imprese che investono nel Sud, a compensazione degli attuali gap infrastrutturali e della mancanza di sicurezza. Questo implica l’apertura di nuovo pesante negoziato con l’Unione Europea, che solo una Macroregione può sostenere in prima persona e giustificare a fronte delle regole sulla concorrenza di Bruxelles.
  • Un progetto complessivo di potenziamento delle infrastrutture, dei trasporti e dei servizi nel Sud, che compensi progressivamente il gap oggi esistente rispetto al Nord.
  • Un coordinamento tra le città del Mezzogiorno, a cominciare da Napoli, delle funzioni di promozione delle sviluppo nel Mediterraneo, in campo culturale, formativo, imprenditoriale e dei servizi.
  1. PATTO STRAORDINARIO PER LO SVILUPPO E IL LAVORO

15 MILIARDI PER 300 MILA NUOVI POSTI DI LAVORO ENTRO UN ANNO DA ATTINGERE ALLA PROVVISTA DEI 96 MILIARDI DI EURO DI FONDI GIA’ DESTINATI AL SUD: 50 MILA EURO PER OGNI NUOVO OCCUPATO

 

SVILUPPO UGUALE LAVORO

Non ci può esserelavoro senza un programma di sviluppo reale del nostro Paese e in particolare del Sud. Uno sviluppo – basato su un modello identitario –  che deve avere tempi rapidi e certi di realizzazione e deve focalizzarsi nei seguenti settori:

  1. Turismo culturale, balneare, ambientale e rurale;
  2. Agroalimentare;
  3. Moda e alta Moda;
  4. Avio/Spazio;
  5. ICT- Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione;
  6. Giacimenti Culturali e archeologici;
  7. Piano Straordinario di bonifica ambientale e di prevenzione del rischio sismico e del dissesto idrogeologico.

 

Bisogna puntare su questi settori strategici e focalizzaresu di essi gli investimenti dei prossimi anni, mettendo in campo un Patto Straordinario per lo sviluppo e il lavoro con le nostre aziende di eccellenza, aiutandole a crescere, rilevandone i fabbisogni e le esigenze occupazionali.

In questo Patto devono essere coinvolti i marchi meridionali di eccellenza, come:MSC crociere per il turismo; Keaton, Isaia, Marinella, Harmont and bleain e Carpisa per la moda;Rosso Pomodoro, Kimbo, Ferrarelle, Olisystem, Jacubucci, Peroni, Natuzzi, La Molisana, La Campitello Matese, Denso, Pilkinton, Caffè Mauro, Ferwal, Amarelli, Soras per l’agroalimentare.

 

COME CREARE SUBITO I 300.000 NUOVI POSTI DI LAVORO:

  • PMI E INNOVAZIONE PER IL LAVORO AI GIOVANI

50mila posti di lavoro per giovani tra i 18 e i 35 anni, “Bonus Gioventù”, attraverso un Programmarivolto alle PMI del Sud che preveda investimenti ed innovazione tecnologica da un minimo di 50.000 a un massimo di 250.000 euro, prevedendo assunzioni stabili e puntando sulle eccellenze italiane presenti nel nostro mercato. 50 mila euro per un giovane occupato in più.

In questo quadro è necessario implementare il Programma Garanzia Giovani con maggiori risorse, estendendo la possibilità per le aziende di attivare tirocini al di là dei vincoli attualmente previsti riguardo al numero di dipendenti in servizio.

  • LA SFIDA PER INNOVARE LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL SUD

100   mila  nuovi  posti di lavoro nella P.A.,  nei 2934 Comuni e nelle Provincedel Centro-Sud,per l’innovazione, l’informatizzazione e la digitalizzazione degli Enti,ottenendo anche economie dall’abbattimento della burocrazia.

La  Pubblica Amministrazioneè obsoleta e non risponde alle esigenze ed ai tempi dei cittadini e del mercato.La P.A., particolarmente nel Sud, va innovata con un articolato progetto di ammodernamento basato sul principio“chi fa cosa”.

Per questo è necessario l’ingresso di giovaniche possano offrire servizi innovativi ai cittadini con concorsi e con affidamenti pubblici, attraverso bandi rivolti anche a cooperative di giovani ed ad aziende startup, convenzioni con Università, etc; sblocco del turnover con razionalizzazione delle spese e risparmi attraverso attività innovative.

  • MI CREO IL MIO LAVORO

100 mila nuove attivitàcon il“Bonus over 35” di 50mila euro a fondo perduto ai disoccupati di lunga durata che avviano attività reddituali proprie.

Tali risorse vanno utilizzate per avviare aziende individuali, cooperative o aziende di attività artigianali, commerciali, piccola produzione o produzione di servizi, attraverso progetti di mercato in linea con i settori strategici indicati nel Patto per lo sviluppo.

Al fine di garantire l’accompagnamento per il primo anno di vita di tali attività reddituali, si può prevedere la sottoscrizione di accordi con Manageritalia e Federmanager,affinché manager in pensione possano collaborare con queste startup.

  • PIÙ SERVIZI PER IL LAVORO, PIÙ DISOCCUPATI AL LAVORO

20 mila unità come ricaduta occupazionale del potenziamentodella rete dei servizi al lavoroper gli accreditati formati dalle Agenzie per il Lavoro, attraverso i consulenti del lavoro, gli Enti di formazione, etc.

Bisogna potenziare sempre più le Agenzie per il Lavoro che si affiancano ai Centri per l’Impiego e concorrono con loro nel fornire servizi ai disoccupati.

La prestazione è pagata solo al raggiungimento del risultato, ad esempio: pago la formazione se mi accompagni al lavoro, cioè se raggiungi l’obiettivo dell’occupazione. Deve essere previsto, inoltre, il “rating” per chi produce  le maggiori performance ed avrà sempre più accesso al mercato.

Viene istituito un Portale del lavoro innovativo che diventi una autentica “banca delle competenze” , che renda libero, trasparente ed inclusivo il mondo del lavoro, permettendo l’accesso a tutte le imprese.

  • LAVORARE A SCUOLA E STUDIARE IN AZIENDA

30 mila unità come ricaduta occupazionale del potenziamento del servizio di “Job Placement”nelle scuole e nelle Universtià, con l’obiettivo di diminuire le difficoltà della transizione scuola-lavoro.

Gli strumenti nel sistema scolastico sono:

  • Alternanza scuola-lavoro;
  • Impresa simulata;
  • Tirocini estivi;
  • Tirocini extra-curriculari;
  • Corsi CFP.

Per il“Job Placement” delle Università promuoviamo :

  • incentivare l’assunzione a tempo pieno di dottori di ricerca attraverso contributi alle imprese per la stipula di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato o a tempo indeterminato
  • contratti di alto apprendistato in azienda.

La proposta, Scuola-Azienda, mutua il modello realizzato in Lombardia con l’apprendistato di primo e di terzo livello, che interessa attualmente 2.600 giovani, che lavorano e studiano grazie al ‘sistema duale’ introdotto da una legge regionale lombarda.

Questi sono gli strumenti per accompagnare i nostri giovani al mondo del lavoro e trasferire innovazione, ricerca e competenze direttamente nelle nostre aziende.Ciò anche al fine di evitare che i giovani, una volta istruiti, non trovando lavoro, si rivolgano all’estero alimentando la cosiddetta “fuga dei cervelli” dal Sud.

  1. BATTAGLIA PER LA LEGALITÀ E LOTTA CONTRO L’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA.

La battaglia per la Legalità e la Sicurezza rimane una pre-condizione indispensabile per lo sviluppo del Sud, in particolare per quanto riguarda la lotta contro ogni forma di criminalità organizzata. Le organizzazioni criminali non solo condizionano larghe fette del territorio meridionale, ma si infiltrano nel tessuto economico facendo concorrenza negativa alle imprese sane e contribuendo a diffondere la piaga del lavoro nero.

Nessuna attrazione di investimenti, nessun programma di lavori pubblici, potranno avere successo se le condizioni ambientali rimarranno difficili sul piano della legalità e della sicurezza. È perfino banale sottolineare che questa battaglia va condotta tanto sul terreno della repressione, quanto su quello della cultura e della educazione dalla legalità, da realizzare nel mondo giovanile, nelle periferie metropolitane e nel sistema scolastico.

Cosi’ come è opportuno sottolineare che il contrasto della illegalità e la guerra alla criminalità organizzata si fonda innanzitutto sullo sviluppo e sulla creazione di opportunità occupazionali affinchè, nel Sud, l’unica scelta non debba essere: disoccupazione o criminalità.

Ciò mette in evidenza, infatti, il binomio inscindibile tra legalità, sicurezza, sviluppo e lavoro.

Questi problemi storici del Meridione vengono acuiti dalla crescente invasione di immigrati clandestini che raggiunge le nostre coste e si moltiplica nei sempre più numerosi centri di accoglienza creati al Sud. È evidente, infatti, che questi disperati non stanno trovando altro sbocco se non quello del lavoro nero offerto dal caporalato criminale e, ancora più direttamente, come manovalanza della criminalità organizzata.

Anche se giornalisti ed intellettuali di sinistra continuano ad avere un atteggiamento schizofrenico su questi due fronti – grande mobilitazione a parole contro la Mafia e assoluta apertura all’immigrazione clandestina – nel Mezzogiorno, ancora più che nel resto d’Italia, è indispensabile costruire una politica di severo contrasto contro il flusso dei clandestini, impedendo gli sbarchi e riportando nei porti di provenienza i naufraghi salvati in mare.

“Aiutiamoli a casa loro” deve essere l’obiettivo di una rinnovata politica di cooperazione   nel Mediterraneo, in cui il nostro Mezzogiorno può costruire un ruolo da protagonista, invece di subire un destino di vittima di un’invasione.

 

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